conflitto esteriore

forse vi ricorderete di me per SlowFilm

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Habemus papam

emmeintumblerland:

Il senso dell’esistenza privata e pubblica in due percorsi paralleli, quello pieno di disincanto e ironia di un Moretti personaggio, al margine della scena, che addomestica divertendosi le proprie ossessioni cinematografiche e personali, e quello paradigmatico di un uomo, il pontefice appena eletto e lacerato dal dubbio, a dimostrare inconfutabilmente come l’onestà intellettuale difficilmente appartenga a chi esercita il potere.

E’ la messa in scena di un paradosso intrinseco che vede la consapevolezza della finalità di un ruolo al servizio dell’altro (e dell’inevitabile senso di inadeguatezza che ne consegue) drammaticamente incompatibile con il dominio. Il messaggio politico, per tanti assente nella rappresentazione, è invece il nervo del film: date le premesse, finirà per governare chi è meno adatto per farlo e, al contempo, maggiormente convinto della propria infallibilità e necessità storica. 

Per me un film pienamente “morettiano”, lieve e struggente al tempo stesso. L’ambientazione in Vaticano non è altro che un pretesto, nella rappresentazione profondamente terrena di una gerarchia ecclesiastica completamente rivisitata e nel finale perfetto e potentissimo, per mettere in scena la selezione dei governanti, la relatività dell’umana esistenza e la drammatica impossibilità di una guida morale cui affidarsi.


  1. rosesandcherubim ha rebloggato questo post da emmeintumblerland
  2. rosesandcherubim ha detto: concordo pienamente in tutto :)
  3. iosif ha rebloggato questo post da emmeintumblerland
  4. batchiara ha rebloggato questo post da emmeintumblerland e ha aggiunto:
    AROUND THE STONE: Habemus papam Non ho capito niente, ma l’ha detto molto bene ;)
  5. postato da emmeintumblerland

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